Google e OpenAI hanno lanciato nuove funzionalità per integrare lo shopping all’interno delle loro piattaforme di intelligenza artificiale conversazionale. Google ha annunciato una partnership con Gap Inc., che consentirà all’assistente Gemini di acquistare capi di abbigliamento direttamente dai siti dei marchi del gruppo, tra cui Gap, Old Navy, Banana Republic e Athleta. La transazione avverrà tramite il protocollo Universal Commerce Protocol (UCP) di Google, con pagamento gestito da Google Pay e spedizione a carico del retailer. Contemporaneamente, OpenAI ha aggiornato l’interfaccia di shopping in ChatGPT, introducendo la possibilità di confrontare visivamente i prodotti affiancandoli e visualizzando prezzo, recensioni e caratteristiche. L’aggiornamento di ChatGPT, che migliora anche velocità, rilevanza e copertura dei prodotti, è in fase di rollout per gli utenti delle versioni gratuita, Go, Plus e Pro. La notizia è stata riportata da The Verge (https://www.theverge.com/ai-artificial-intelligence/899677/openai-google-gemini-ai-shopping-features).
L’impatto pratico di queste evoluzioni riguarda principalmente il settore del retail e il modo in cui i consumatori scoprono e acquistano prodotti online. Per i retailer come Gap, Walmart e Target, già partner di Gemini, l’integrazione con gli assistenti AI rappresenta un nuovo canale di scoperta al di fuori dei tradizionali motori di ricerca. Per gli utenti, l’obiettivo è ridurre l’attrito nel processo di acquisto, consentendo di ricevere suggerimenti e completare una transazione senza uscire dall’interfaccia della chat. L’approccio di Google, basato su UCP, punta a standardizzare il processo di checkout per diversi retailer, mentre l’aggiornamento di ChatGPT si concentra sulla fase di ricerca e valutazione, offrendo uno strumento di comparazione visiva che potrebbe essere utile per prodotti come elettronica o abbigliamento.
Tuttavia, l’effettiva adozione di questi strumenti da parte degli utenti non è scontata. OpenAI ha confermato di aver abbandonato una funzionalità di checkout integrato lanciata in ChatGPT solo pochi mesi fa, optando invece per collaborare con i retailer per lanciare le loro app all’interno della piattaforma. Fonti di The Information e CNBC riportano questa svolta strategica. Un dirigente di Walmart ha dichiarato a Wired che le vendite generate tramite il checkout integrato di ChatGPT sono state deludenti. Questo solleva interrogativi sulla volontà degli utenti di effettuare acquisti di alto valore o complessi all’interno di un chatbot, dove potrebbero percepire un minore controllo sulla transazione o sulla sicurezza dei dati di pagamento. La fonte originale non approfondisce ulteriori rischi, come potenziali bias nelle raccomandazioni o la trasparenza sulle partnership commerciali che influenzano i risultati.
Queste mosse si inseriscono in una tendenza più ampia di esplorazione delle modalità di monetizzazione e di integrazione dei modelli di linguaggio grande (LLM) in flussi commerciali reali. La strategia divergente di Google e OpenAI evidenzia due approcci sperimentali: uno più orientato alla transazione diretta e alla standardizzazione tecnica, l’altro più focalizzato sull’esperienza di ricerca e sull’ecosistema di app di terze parti. Lo sviluppo futuro dipenderà dai dati sull’engagement degli utenti e dalla capacità delle aziende di bilanciare utilità, convenienza e fiducia. Resta aperta la questione se l’assistente AI diventerà un punto di ingresso primario per lo scoperta e l’acquisto di prodotti, o rimarrà un canale complementare. Per professionisti del retail e dello sviluppo di prodotti digitali, la domanda rilevante è come progettare esperienze che integrino l’AI conversazionale in modo che aggiunga valore tangibile al percorso d’acquisto, superando lo scetticismo iniziale.
Alessio Baronti
Consulente Strategico AI & Sviluppatore Web


