5 marzo 2026 Blog

Google aggiorna i Pixel con Gemini 'agente': ora ordina cibo e prenota corse

L'aggiornamento di marzo porta funzionalità di AI agentica su Pixel 10 e S26, mentre Circle to Search e Magic Cue si evolvono.

Google aggiorna i Pixel con Gemini 'agente': ora ordina cibo e prenota corse

Google ha rilasciato un aggiornamento software per i suoi smartphone Pixel, aggiungendo nuove funzionalità guidate dall’intelligenza artificiale. L’aggiornamento di marzo, come riportato da The Verge, introduce una modalità ‘agente’ per l’assistente Gemini, che permette di delegare compiti specifici all’interno di app selezionate. L’assistente può ora, su richiesta dell’utente, eseguire azioni come ordinare generi alimentari o prenotare un passaggio in auto, operando in background su app come Uber e Grubhub. La funzione, presentata la scorsa settimana durante l’evento Samsung Unpacked, è disponibile per i modelli Pixel 10, Pixel 10 Pro e Pixel 10 Pro XL. Google specifica che l’utente può supervisionare o interrompere il lavoro di Gemini in qualsiasi momento. La stessa funzionalità arriverà anche sugli smartphone Samsung S26, precedendo l’arrivo di feature simili per Siri, il cui lancio è stato ritardato di mesi.

L’impatto pratico di questa evoluzione è diretto per gli utenti finali, in particolare in scenari di produttività personale e gestione del tempo. La capacità di Gemini di operare come agente all’interno di app di terze parti riduce il numero di passaggi manuali necessari per compiere azioni ricorrenti. Un utente può, ad esempio, chiedere all’assistente di ordinare la cena su DoorDash mentre sta utilizzando un’altra applicazione, senza dover aprire l’app di delivery e navigare manualmente il menu. Questo rappresenta un passo avanti rispetto alle attuali implementazioni di assistenti vocali, che tipicamente si limitano ad aprire app o eseguire comandi semplici all’interno dell’ecosistema del produttore. La disponibilità su dispositivi di due brand principali, Google e Samsung, indica un tentativo di stabilire uno standard per le interazioni AI-native su smartphone.

La funzionalità agentica di Gemini presenta limiti dichiarati e potenziali rischi. Google la descrive come operante all’interno di app ‘selezionate’, il che implica una copertura iniziale limitata a partner commerciali specifici come Uber e Grubhub. La sua efficacia in scenari complessi o non predefiniti non è stata testata pubblicamente. Il rischio principale risiede nella delega di azioni che comportano transazioni economiche o la condivisione di dati personali. Sebbene Google sottolinei la possibilità di supervisione, l’esecuzione in background potrebbe portare a errori di interpretazione delle richiese dell’utente o a decisioni non volute, specialmente in contesti ambigui. La fonte originale non menziona specifici meccanismi di verifica o conferma per le azioni più sensibili, lasciando aperte domande sulla robustezza dei controlli.

Questo aggiornamento si inserisce in una tendenza più ampia verso AI sempre più proattive e capaci di eseguire sequenze di azioni, un concetto spesso definito ‘agentic AI’. L’evoluzione di Circle to Search, che ora permette di analizzare un outfit e cercare i singoli capi o provarli virtualmente, e di Magic Cue, che suggerisce ristoranti basandosi sulle preferenze degli amini, va nella stessa direzione: l’AI non solo risponde, ma anticipa e completa task complessi. Lo sviluppo parallelo su piattaforme concorrenti, come il ritardato aggiornamento di Siri, suggerisce che questo diventerà un campo di competizione centrale. La domanda aperta per sviluppatori e product manager è come progettare interfacce e API che possano integrare in modo sicuro e affidabile questi agenti esterni, bilanciando convenienza con controllo utente.

Condividi l'articolo

Ti è piaciuto l'articolo?
AB

Alessio Baronti

Consulente Strategico AI & Sviluppatore Web