Meta ha annunciato il lancio di un’applicazione desktop per Manus, startup di intelligenza artificiale acquisita dal gruppo nel dicembre 2025. L’applicazione, disponibile da lunedì 18 marzo 2026, introduce una funzionalità chiamata ‘My Computer’ che permette all’agente AI generale di Manus di operare direttamente sui laptop personali degli utenti. Fino ad ora, l’agente, in grado di eseguire compiti complessi e multi-step, operava esclusivamente nel cloud ed era accessibile principalmente tramite interfaccia web. Secondo quanto riportato da CNBC, la nuova app consente all’agente di lavorare con file locali, strumenti e applicazioni presenti sul dispositivo dell’utente. Manus è principalmente un servizio a pagamento basato su abbonamento. L’acquisizione di Manus da parte di Meta, valutata 2 miliardi di dollari, è attualmente oggetto di indagine da parte delle autorità cinesi per possibili violazioni dei controlli tecnologici. Un portavoce di Meta ha dichiarato che l’acquisizione ha rispettato pienamente la legge applicabile e che il team si aspetta una risoluzione appropriata dell’indagine.
La funzionalità ‘My Computer’ modifica l’architettura di interazione tra utente e agente AI, spostando parte dell’elaborazione e del controllo sul dispositivo fisico. Gli utenti possono ora istruire l’agente per organizzare grandi quantità di file, come migliaia di immagini su un hard disk, senza doverle prima caricare su un server remoto. L’agente è compatibile con applicazioni di coding e può, secondo quanto dichiarato da Manus, creare un’applicazione in pochi minuti. Queste nuove capacità si aggiungono alle integrazioni esistenti con servizi come Google Calendar, Gmail e altre piattaforme di terze parti. L’offerta allinea più strettamente gli agenti di Meta e Manus con OpenClaw, un agente AI open-source che viene anch’esso scaricato sui dispositivi locali degli utenti. La popolarità di OpenClaw, fondato dallo sviluppatore austriaco Peter Steinberger e descritto dal CEO di Nvidia Jensen Huang come il ‘prossimo ChatGPT’, ha contribuito a generare un forte interesse per questa categoria di prodotti.
L’accesso diretto di un agente AI ai file e alle applicazioni di un dispositivo solleva questioni di sicurezza e privacy. Gli esperti hanno segnalato potenziali rischi nel concedere tali permessi. Manus afferma di mantenere l’utente ‘saldo al comando’ richiedendo un’approvazione esplicita prima dell’esecuzione di qualsiasi compito. L’utente può scegliere opzioni come ‘Consenti una volta’ per una revisione individuale o ‘Consenti sempre’ per azioni ricorrenti e ritenute affidabili. Tuttavia, il modello di sicurezza intrinseco e la possibilità di exploit che potrebbero bypassare questi controlli rimangono aree da monitorare. A differenza di OpenClaw, che è gratuito e open-source con licenza MIT, Manus è un servizio commerciale chiuso, il che limita la possibilità per la comunità di sviluppatori di esaminare e verificare indipendentemente le sue misure di sicurezza. La natura centralizzata del servizio pone anche interrogativi sulla gestione e la conservazione dei metadati relativi alle operazioni eseguite localmente.
Il lancio dell’app desktop di Manus segna un passo significativo nella corsa per portare agenti AI avanzati direttamente sugli endpoint degli utenti, riducendo la latenza e aumentando potenzialmente la privacy mantenendo i dati in locale. Questo movimento risponde alla crescita di OpenClaw e indica una tendenza del mercato verso agenti ibridi che combinano potenza cloud con esecuzione locale. La competizione si intensifica ulteriormente considerando che Peter Steinberger, fondatore di OpenClaw, è stato assunto da OpenAI, uno dei principali concorrenti di Meta nel campo dell’AI. Lo sviluppo futuro potrebbe vedere una maggiore differenziazione tra modelli open-source gratuiti e servizi premium con integrazioni più profonde in ecosistemi proprietari come quello di Meta. La risoluzione dell’indagine sulle autorizzazioni all’acquisizione di Manus sarà cruciale per la piena integrazione della tecnologia nei prodotti Meta. La domanda che rimane aperta per sviluppatori e aziende è quale modello di distribuzione e controllo—cloud-first, local-first o ibrido—si dimostrerà più sostenibile e sicuro per automazioni complesse che interagiscono con dati sensibili e infrastrutture critiche.
Alessio Baronti
Consulente Strategico AI & Sviluppatore Web


